WORLDWIDE CROWNCAPS |
|||
|
| ALTRO CHE SUBBUTEO! |
|---|
utto ebbe inizio nel 1974, quando si liberò il piano di un tavolo da disegno che nostro padre usava prima di andare in pensione. Ci sentivamo un po' ridicoli alla nostra età a stare inginocchiati intorno al tappeto ufficiale per compiere i nostri consueti riti calciotappistici! Non ricordo se furono le menti o direttamente le ginocchia doloranti a generare l'idea, fatto sta che di lì a poco il campionato di “coperchietti” avrebbe raggiunto la sua struttura definitiva: il tavolo fu ricoperto con uno sfavillante tappeto verde di panno tipo bisca (ancora oggi molti, guardando l'erba di S.Siro sono colti da nostalgici rimpianti), con tutte le linee di demarcazione regolamentari e due porte alte 5 cm e larghe 8 circa, ed era sufficiente appoggiare il terreno di gioco su di un normale tavolo da salotto per potersi affrontare nelle ormai mitiche sfide stando comodamente… in piedi! Il pallone era stato ricavato intagliandolo opportunamente e con grande pazienza ed
accuratezza da un pezzo di gomma da cancellare per inchiostro di china (gialla anche per necessità televisive) di circa 5 mm di diametro.
Ora, finalmente, ogni tappo assumeva la sua vera personalità, entrando nella storia con il proprio nome, e non più capovolto con una maglia incollata ed il nome di un calciatore in voga.
E' risaputo, infatti, che i più grandi bomber della storia (Ganter, Tetley, Holsten solo per citarne alcuni) avevano un lato con i dentini rivolti all'insù per poter scavalcare i vari Parodi, Beconcini, Palla e gli altri giganteschi portieri dell'epoca (generalmente tappi di bottiglioni di vino), mentre la scorrevolezza era la
dote che rendeva grandi gli altri “calciatori”.
I campionati erano di prima e seconda serie a 12 squadre, con promozioni e retrocessioni, e Ma purtroppo, come sempre, c'è una fine per tutto, e nel caso specifico fu la ferale notizia che NON ERAVAMO SOLI NELL'UNIVERSO!
So che molti amici collezionisti “preinformatici” hanno condiviso, sia pure con varianti di regolamento e di modalità, la passione per il calciotappo, e sono sicuro che ognuno di loro ha provato a trasmetterla ai propri figli, probabilmente senza successo come nel mio caso. Le varie Playstation di oggi sono una barriera quasi insormontabile, ma sono sicuro che il coinvolgimento emotivo che quel gioco procurava potrebbe ancora competere con qualunque diavoleria elettronica, se solo ci si volesse davvero provare. La qualità grafica dei tappi sta raggiungendo livelli altissimi, impensabili qualche anno fa, ma se mai ti capiterà tra le mani, a seguito di qualche scambio, un tappo con la stelletta sul retro (o un cerchietto simbolo del capocannoniere) trattalo con tutti gli onori, perché la storia che si porta dietro non potrà mai essere accomunata a quella di un qualsiasi coperchietto fresco di fabbrica: quel tappo è stato VIVO!!!!! |
| Home Storie English |